PRODUZIONE OLIVE 2

Olive

Descrizione

  • Termite di Bitetto – L’oliva dolce è una varietà a frutto dolce prevalentemente coltivata come oliva da mensa. Da tempo è riconosciuta per le sue particolari caratteristiche organolettiche quali il sapore, la fragranza, la polpa consistente, la forma tondeggiante, il colore preminentemente verde.
  • Bella di Cerignola (Grossa di Spagna) – Diffusa in Puglia, questa varietà presenta un albero di vigoria media e dal portamento assurgente. Parzialmente autofertile, si avvantaggia dell’impollinazione di Mele, S. Agostino e Termite di Bitetto. Entra in produzione non molto presto e presenta produttività media e alternante. Il frutto pesa oltre 6 grammi, ha forma ellissoidale ed è utilizzato per la preparazione di olive da tavola soprattutto verdi. È sensibile al freddo, al cicloconio (occhio di pavone) e alla rogna.
  • Nocellara del Belice (Oliva di Castelvetrano, Nuciddara, Nebba, Nerba) – È una delle migliori varietà da mensa italiane ed è diffusa soprattutto in provincia di Trapani, nei territori di Castelvetrano, di Partanna e Campobello di Mazara. Di vigoria media e portamento pendulo, presenta notevole adattabilità a vari ambienti. È autosterile, ma è ben impollinata da Giarraffa e Pidicuddara. Entra precocemente in produzione ed è di elevata e costante produttività. Il frutto è tondeggiante, pesa 5-7 grammi e viene utilizzato per la preparazione di olive verdi. La varietà ha una discreta tolleranza nei riguardi della mosca, ma è sensibile al cicloconio (occhio di pavone), alla rogna e alla salinità dell’acqua.
  • Maiatica di Ferrandina (Oliva dolce, Pasola) – Varietà della Basilicata, di vigoria elevata e dal portamento assurgente ma di scarsa adattabilità ad ambienti diversi da quelli in cui è da tempo presente. È autofertile e la sua produttività è elevata anche se un po’ alternante. Il frutto ha maturazione tardiva e un contenuto in olio del 17%; viene spesso utilizzato anche per la preparazione di olive secche. La varietà è sensibile al cicloconio (occhio di pavone) ed alla rogna.
  • Frantoio (Frantoiano, Gentile) – Varietà tipica della Toscana, ha trovato diffusione in molte altre aree del Centro-Nord.L’albero ha vigoria media e portamento tendenzialmente pendulo. È autofertile ma si avvantaggia dell’impollinazione di Leccino, Morchiaio, Pendolino, con produttività elevata e costante. Il contenuto in olio è risultato del 19%. È sensibile al freddo, al cicloconio (occhio di pavone) e alla rogna.Presenta buona tolleranza nei riguardi della salinità dell’acqua.
  • Ogliarola barese (Cima di Bitonto, Paesana di Bitonto) – Tipica della Puglia, è diffusa soprattutto in provincia di Bari dove fornisce il cosiddetto «olio di Bitonto», localmente molto apprezzato. L’albero è mediamente vigoroso, con rami lunghi, penduli. Varietà molto produttiva ma alternante. Ritenuta, in loco, autofertile, ha un contenuto in olio del 16,5%. È piuttosto sensibile alla rogna e ai venti carichi di salsedine, ma è tollerante nei confronti del cicloconio (occhio di pavone).
  • Leccino (Leccio) – Originaria dell’Italia centrale, è varietà diffusa un po’ dappertutto grazie all’adattabilità a vari ambienti ed alla buona tolleranza al freddo, al cicloconio (occhio di pavone), alla rogna ed alla carie del legno. La vigoria è elevata e il portamento espanso e pendulo. È autosterile ed è ben impollinata da Frantoio, Moraiolo, Pendolino, Razzo, Trillo. Entra abbastanza presto in produzione e presenta una produttività elevata e abbastanza costante. Le olive maturano precocemente ed il contenuto in olio è risultato del 15,5%. Una selezione interessante è rappresentata dal Leccio del Corno, dalla produttività elevata e costante, ma con maturazione delle olive piuttosto tardiva.
  • Coratina (Racioppa di Corato, Cima di Corato) – Varietà pugliese di vigoria media e portamento espanso, caratterizzata da rami lunghi e flessibili. È dotata di grande adattabilità a vari ambienti, è autosterile e ben impollinata da Cellina di Nardò e Moraiolo. Entra presto in produzione e la sua produttività è elevata e costante. Il suo olio, il cui contenuto è risultato del 22%, è particolarmente ricco di polifenoli ed è noto come «olio di Andria». Quando l’albero è coltivato in terreni fertili e freschi può produrre olive che raggiungono i 5 grammi; pertanto possono essere utilizzate anche come olive da mensa verdi. Tollera bene il freddo e la salinità dell’acqua, ma è sensibile al cicloconio (occhio di pavone).
  • Biancolilla (Buscionetto) – Questa varietà è diffusa soprattutto nella zona orientale e centrale della Sicilia (particolarmente nelle province di Catania e Siracusa). L’albero ha vigoria elevata e portamento espanso. La varietà è considerata parzialmente autofertile, ma si avvantaggia dell’impollinazione di Ogliarola messinese, Tonda iblea, Moresca, Nocellara etnea. La produttività è buona anche se un po’ alternante, il contenuto in olio è risultato del 16%; la qualità è ottima. Tollera abbastanza la siccità, il freddo, il cicloconio (occhio di pavone), ma è sensibile alla rogna.
Tutti i dati delle suddette varietà hanno come fonte la pubblicazione del supplemento: “Vita in Campagna” edizioni Informatore Agrario 2/2010

Periodo di raccolta

  • Termite di Bitetto - agosto/novembre
  • Bella di cerignola - settembre/ottobre
  • Nocellara del belice - settembre/novembre
  • Maiatica di Ferrandina- Agosto/Ottobre
  • Frantoio - Ottobre/Dicembre
  • Ogliarola barese - Ottobre/Dicembre
  • Leccino - Settembre-Novembre
  • Coratina - Ottobre/Dicembre
  • Biancolilla - Ottobre/Novembre